sabato 11 febbraio 2017

Vortex du Gosier

Des bouteilles, des gens, du cochon, du bonheur....

La Pecoranera    (On est toujours le mouton noir de quelqu'un)

J’ai toujours eu une certaine tendresse pour les moutons noirs, pour ceux qui, au milieu du troupeau, se distinguent, font tache. Les "pas comme les autres", ceux qui tranchent, marchent en sens inverse, ceux dont la foule est effrayée à l’idée qu’ils puissent déteindre sur les autres.
Un mouton noir, j'ai souvent eu l'impression d'en être un. Faire des choses incomprises, aller loin dans mes passions, parfois trop loin, et puis tout laisser tomber. Ne pas accepter ce qui ne me plait pas. Et puis se confronter aux regards, aux questions, aux critiques, gentilles ou acerbes mais bien présentes. Au début, essayer d'expliquer ses motivations, sa vision des choses, en vain, pour finalement tout envoyer valser..........

Quelques temps plus tard, je m’ouvris tranquillou une bouteille de ce fameux carton, seul à la maison. PECORANERA. Pour faire court j’ai adoré ce vin. Un nez intense, persistant. En bouche c’est dense, complet, costaud mais fin et frais. Je pense "vin de paysan" sans savoir pourquoi. C’est étrange, ça ne ressemble à rien mais j’aime ça. J’aime vraiment, beaucoup. Je suis rassuré. Alors, quelques semaines plus tard, je décide d’apporter le deuxième exemplaire de ce PECORANERA lors d’une réunion familiale, tout fier de ma bouteille, heureux à l’idée de faire découvrir cette rareté au goût si original. Voilà...    Ils ont été gentils, n'ont rien dit. J'ai fini seul la bouteille.**....................................

domenica 8 gennaio 2017

Porthos  ribelle nobile disperato

Seguire le briciole, il vino e la sua intimità 

PECORANERA 2004 (freisa in prevalenza, barbera, dolcetto, merlot)

Odore d’animale, di salame, soppressa e sottaceti vari, cuoio e fumo, i tannini si sistemano mentre tutto l’insieme ruota e si porta appresso la stessa valigia per arrivare al cuore di tutte le storie. Non fa snorkeling, si butta direttamente in profondità, senza luce e senza sonar, sa dove andare, come Enzo Maiorca. Note speziate e dolci, cannella, macchia mediterranea; è caleidoscopico nel mostrarci le sue facce, di terra e graffi, di calore e frutta matura, di grande seduzione. Per sentieri di lentezza. Odori organici si consolidano. Note terrose non facili, ma la freschezza e l’autorevolezza balsamica è da Forever Young.

 

Vite di Vino

VITE DI VINO

Ευοί! Ευάν!

PRATOASCIUTTO 2005  

Dolcetto (100%) – 13,5%
Destro-sinistro, destro-sinistro, i pugni si agitano in aria; il pugile, concentratissimo, scalpita ma si controlla, aspetta il momento giusto. All’improvviso scaglia un destro secco liberando la sua forza impetuosa. La pelle, imperlata di sudore, luccica e incide; i momenti passano, l’imponente forza si allenta e i muscoli si rilassano, finisce il primo round. Nel suo angolo, il nostro pugile cerca di rilassarsi mentre viene rinfrancato; chiude gli occhi, pensa alle passeggiate che faceva da piccolo nel bosco, ai frutti che raccoglieva, le more, i lamponi, i mirtilli.. al profumo delle foglie bagnate e a quell’aroma di violette! Il secondo round comincia; ora è meno irruento, lavora di fino e i suoi colpi sono mirati, taglienti, precisi. La sua mole robusta viene affiancata da un’agilità e una grazia impensabili, una combinazione atipica che non può che portarlo alla vittoria finale. Ammirevole!

martedì 11 ottobre 2016

Essere nel vino - degustazione con Porthos

.. il lavoro viticolo ... produce qualcosa di libero e duraturo, come il vino, e rende vivibile il contesto naturale nel quale nasce. L’azione contiene un sacrificio necessario e un privilegio inevitabile e non si riduce a uno sforzo solitario poiché, al di fuori di esso, le donne e gli uomini ascoltano, assaggiano, sognano.
http://www.porthos.it/le-degustazioni/980-lavorare-per-essere-nel-vino

Pecoranera (freisa, dolcetto, barbera) 2006 Tenuta Grillo (Gamalero)
Cupo e animale, sembra in fase di svezzamento con questi tratti verdi pimpanti... invece è un vino di dieci anni che deve ancora uscire in commercio! Ha una forza selvatica che può disorientare ma, se si accetta, diventa trascinante, rivelatrice, con quel sorso pieno ed essenziale, integro, senza orpelli.
Baccabianca (cortese) 2006 Tenuta Grillo (Gamalero)
Assopito, non sente l’obbligo di comunicare. Seguirlo è estenuante, ma offre una ricompensa: il grande fascino di quello che, lentamente, lascia trapelare. Tonico, asciutto, pietroso, dalla trama quasi sfuggente, timido eppure dotato di una sorprendente grinta sottotraccia. Mantiene il suo ritmo battente, senza smagliarsi e rivelandosi alla lunga, con calma (ovvero tre settimane dopo), con un’inaspettata tenerezza.

giovedì 6 ottobre 2016

Un sauvignon fuori dagli schemi - LA.VINI.UM

Solleone Genius-Loci 

Vi ricordate il Don Chisciotte e il Sancho Panza, fiano irpini forgiati in quel di Calitri da Guido e Igiea Zampaglione? Ebbene sono ancora loro, questa volta in terra monferrina, che hanno dato vita alla Cascina Grillo e prodotto vini tipici del territorio seguendo, come già facevano, i dettami dell'agricoltura biologica e biodinamica. Il Solleone è il loro sauvignon, annata 2011 (si riconosce dal lotto, non è consentito metterla in etichetta per i vini da tavola), frutto di fermentazione spontanea e macerazione sulle bucce di ben 60 giorni, più due anni di maturazione sui sedimenti, poi tanta bottiglia; nessun intervento, nessun additivo, nessun correttivo, il vino è quello che l'annata vuole che sia. Un sauvignon con caratteristiche, ovviamente, profondamente diverse da quelle a cui si è generalmente abituati, sin dal colore ambrato caldo, basta accostarlo al naso per rendersi conto che ha un carattere del tutto diverso, il contatto prolungato con le bucce ne ha modificato l'assetto spingendolo verso toni più maturi e profondi, nulla di vegetale, piuttosto tanto agrume maturo, miele di castagno, fiori essiccati, torba, affumicatura. La parte gustativa segue un percorso analogo, colpisce come la freschezza sia ancora lì, ben presente, nonostante i cinque anni vissuti, a sostenere un corpo dal carattere intenso e suggestivo, dove il frutto assume toni scuri ed eterei, accanto affiorano note delicate di idrocarburi. Un sauvignon fuori dagli schemi, di indubbio impatto, che al momento non sembra minimamente intenzionato a cedere al tempo. Quattro chiocciole abbondanti. 

Degustatore: Roberto Giuliani Valutazione: @@@@ 

Data degustazione: 07/2016

martedì 23 agosto 2016

POESIA A PECORANERA

Pecoranera 2004, Tenuta Grillo


La valigia piena di addii
Ai miei piedi che, come una danza tribale,
Cadenzano l'attesa.
Un fischio lontano, un treno,
Di quelli arrugginiti e romantici,
Come un vecchio reduce.
Dietro una nuvola il cielo,
Il vento ha l'odore dell'erba,
Mi accarezza, mi scombina, mi accoglie.
Il treno si ferma,
Scendo,
La valigia, ora, è leggera.

Marco Di Donna


sabato 23 luglio 2016

su Facebook Vittorio Rusinà scrive...
Non potevo non andare ad assaggiare i funghi Shitake, qui serviti fritti, da Sorij Nouveau Ho bevuto una bottiglia di Sancho Panza di Il Tufiello, il Fiano di montagna che Igiea e Guido Zampaglione producono in Irpinia, vino straordinario, per me fra i migliori bianchi d'Italia.

 Note positve sul Sorij:
1) le porzioni abbondanti
2) la cucina creativa che tiene in gran conto la materia (i fiori di zucchina in tempura ripieni di ricotta sono un piccolo capolavoro)
5) un prosciutto crudo "italo-iberico" tagliato al coltello da sballo
3) una carta dei vini con molti naturali con ricarichi onestissimi
4) un servizio al tavolo attento e gentile.
Posto del cuore!



P.S. Scusa Igiea Adami ma tu e Guido Zampaglione quante bottiglie ne fate di questo Fiano? Perché io vorrei comprarle tutte.