lunedì 16 luglio 2012
PECORANERA 2003 - Monferrato D.O.C. - Tenuta Grillo
...Come avevo
già scritto, per me Tenuta Grillo equivale ai Fugazi nel rock
alternative, sempre e comunque per la loro strada, vino o musica che
sia... senza compromessi.
A volte
capita di tornare sul luogo del delitto. Vuoi per una serie di casualità (mi
riferisco ai più grandi e conosciuti produttori, che… volenti o nolenti… ogni
tanto una bottiglia ti capita sulla tavola), vuoi perché ci innamoriamo di una
cantina e dei suoi vini e ci piace provare tutta la loro gamma.
E' quindi un
immenso piacere tornare a scrivere un post dedicato alla Tenuta Grillo e
al suo mentore Guido Zampaglione, sicuramente uno dei
più coraggiosi (per le sue scelte senza compromessi..) ed interessanti
vignaioli in circolazione, già attivo dagli anni '90 in Irpinia con
l'azienda agricola Il Tufiello e il suo Fiano Don Chisciotte e dal 2002
al lavoro in quel di Gamalero (AL).
Le caratteristiche
dei vini della Tenuta Grillo (Tornasole, Pecoranera, Baccabianca, Igiea e
Protasciutto) sono similari (quando li assaggi ritrovi un comune
denominatore, un marchio di fabbrica che li rende autentici e
riconoscibili, anche al palato di uno poco esperto come il
sottoscritto...) ma mai uguali,
non esiste un metodo produttivo standar, una ricetta, ma tutto va in
base a quello che si raccoglie
in vendemmia, ai frutti della vigna, alle caratteristiche climatiche
dell'annata. Sono vini di terroir, che possiamo definire “naturali e
veri”,
considerando che sia gli interventi in vigna che in cantina sono ridotti
al minimo. Vini in continua evoluzione, possono passare anni prima che
il vino venga commercializzato, e quando le altre bottiglie iniziano la
fase discendente i vini di Guido devono ancora raggiungere la completa
maturazione. Le bottiglie della Tenuta Guido sono esseri vivi e
dormienti, amano essere dimenticate su qualche vecchio scaffale buio e
impolverato, da riscoprire e apprezzare nel pieno della loro forza
quando ormai ti sei dimenticato della loro esistenza.
Quello che accomuna
i vini della Tenuta Grillo sono alcune caratteristiche visive e
gustative. Tutti i suoi vini appaiono piuttosto densi e carichi, belli
tosti, quasi pastosi alla beva. Sono vini di grande longevità e capacità
evolutiva. Vini che essendo ottima rappresentazione del terroir,
riescono a non risultare mai similari a nessun altro vino della zona,
capaci di essere curiosi e da scoprire. Come avevo già scritto in
passato, per me Tenuta Grillo equivale ai Fugazi nel rock alternative,
sempre e comunque per la loro strada, vino o musica che sia... senza
compromessi.
Dopo avervi
raccontato del bianco più rosso che mi sia capitato di bere (il Baccabianca)
eccovi il Pecoranera, un blend particolare di uve rosse del
Monferrato con il Freisa a farla da padrone (80% circa) e Barbera,
Dolcetto e Merlot a completare il mix. Anche in questo
caso, siamo di fronte ad un vino unico, radicale, estremamente
territoriale,
fedele espressione dell’idea di vino e della filosofia che il suo
vignaiolo vuole trasmetterci.
Passando alla
bottiglia Pecoranera 2003... prima cosa da dire é fate attenzione al
fondo. E' un vino non filtrato e il mio aveva un notevole deposito.
Informazione di servizio... "non agitare prima dell'uso!". Vi ho già
detto che si tratta di un blend, con uve provenienti da vigneti a bassa
resa (circa 50-60 ql.) su terreno sabbioso-limoso. Età delle viti sui
20-30 anni coltivate a regime biologico non certificato. Trattamenti con
l'esclusivo utilizzo di rame e zolfo, lieviti indigeni in cantina, con
macerazione e affinamento in botti di legno di diversa capacità. Lungo
affinamento in bottiglia per i circa 10.000 "esemplari" prodotti.
Personalmente sono
rimasto colpito e se non fosse per i miei 36 anni non oserei a definirlo
"vino d'altri tempi" o "vino di una volta" (vini che probabilmente non
ho mai bevuto, ma questa é la suggestione che ci lascia...). Forse non
può piacere a tutti e devo ammettere che arrivare a fine bottiglia può
essere un po' "faticoso", ma sicuramente é un prodotto "alternativo",
lontano dall'idea di vino moderno, che sa esprimere personalità e
sicuramente farà discutere i vostri compagni di bicchiere.
Se non siamo sui livelli del Baccabianca
che tanto mi aveva entusiasmato, ci andiamo molto vicini, anche in
considerazione che il 2003 é la prima annata prodotta da Tenuta Grillo e
che rimane nella memoria come una delle estati più calde in assoluto.
Come per i suoi vini anche Guido da l'idea di un vignaiolo tutto di un
pezzo che parte dalla tradizione e dal terroir, ma che é sempre in
continua "lenta" evoluzione. Ci aspettiamo quindi altre grandi annate.
A scanso di
equivoci (prima che qualcuno mi dia del "paraculo"), ci tengo a
precisare che non faccio Zampaglione di cognome, che non sono un amico
di Guido, che non mi presento mai come wine-blogger ai banchi d'assaggio
e che non ho ricevuto i suoi vini in "omaggio degustazione".
Semplicemente ho conosciuto i prodotti della Tenuta al loro banco
assaggi, mi sono entusiasmato, ho pagato e portato a casa queste
bottiglie, ed ora ho il piacere di raccontarle ed esprimere le mie
ottime sensazioni in merito.
Ecco la capacità di presentarmi e vendermi un vino in maniera così modesta, quasi indie-rock nella sua semplicità, mi ha fatto ulteriormente "rispettare" i vini della Tenuta Grillo. Come se un gruppo di ragazzini ti chiede se per piacere puoi ascoltare il loro nuovo pezzo e scopri che hanno appena composto che so... Smells like teen spirit o Enjoy the Silence...!!
Prezzo di acquisto
tra le 15 e le 18 euro. Da bere in abbinata a piatti rustici. Passione,
rispetto e zero compromessi. Vignaiolo vero e vino da provare. Voto:7.5
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